Vendita alimentari online

Da qualche settimana stiamo pubblicando delle statistiche riguardanti il settore dell’enogastronomia,
se vi siete persi gli articoli vi ricordiamo di guardare il post con i dati dell’esportazione di vino e cibo nel mondo oppure del prosecco diventato il numero uno tra gli spumanti italiani più venduti all’estero.

Oggi invece “parliamo” di ecommerce per annunciarvi con estrema soddisfazione il crescente successo della vendita online di alimentari, settore merceologico a cui apparteniamo storicamente da tempo.

Le vendite su Internet di cibo sono ancora una nicchia visto che rappresentano il 3% del totale delle vendite online degli e-commerce italiani, ma va detto che i siti web specializzati nella vendita di alimentari online stanno aumentando sensibilmente ed è previsto per loro un roseo futuro.

Ma quanti sono gli italiani che acquistano online?

Oltre 4 milioni con l’aggiunta di un 55% che ancora non lo fa, ma che ha dichiarato di voler provare molto presto.

Come funzionano i siti di vendita online di prodotti alimentari più diffusi?

Ci sono negozi nei quali è possibile fare la spesa e farsela consegnare comodamente a casa, fanno parte di questa categoria sia siti web che offrono un assortimento completo che di specifiche categorie come ad esempio l’ortofrutta.
Negozi dove si può fare l’ordine online e il cliente può ritirare successivamente la spesa presso il punto vendita.

Quali sono i prodotti più cliccati?

Tutti anche se i piatti già pronti sono tra i più gettonati, il 19% degli acquirenti online ordinano infatti da casa prodotti come pizza e sushi.
Grosso successo, anche, delle specialità gastronomiche locali che si trovano più facilmente online grazie a siti specifici piuttosto che nei negozi tradizionali.

Vini italiani e Cantine grosse novità in arrivo dall’estero

Nei giorni scorsi nell’articolo intitolato il valore del cibo italiano nel mondo vi abbiamo “detto” che il nostro vino è il prodotto più ricercato all’estero.

Ma quali sono i migliori vini italiani e quali novità sono in arrivo?

A nostro parere sono tantissimi tuttavia per non sbagliarci abbiamo voluto prendere spunto da una recente intervista rilasciata al Corriere Della Sera dalla sommelier americana Monica Larner che dal 2013 è la responsabile per l’Italia di Wine Advocate.

Durante questa intervista ha citato alcuni dei suoi vini italiani preferiti ma soprattutto ha dichiarato che nel 2017 probabilmente nuovi stranieri acquisteranno altre nuove cantine da produttori italiani seguendo un trend che già nel corso del 2016 è cresciuto sensibilmente.

La donna, che è in Italia da quando aveva l’età di 11 anni, nell’intervista ha detto “Nel 2017  mi occuperò in modo democratico del Nord, Centro e Sud. Per la Basilicata ho un particolare amore, il Vulture e il suo Aglianico mi affascinano. Punto sul Nerello Mascalese dell’Etna, dove vado spesso. Può conquistare nuove frontiere. Quest’anno continuerò a girare in Piemonte, Veneto e Toscana, dove ci sono denominazioni che offrono qualità incredibile.” Poi aggiunge: “Sono colpita dall’evoluzione del Chianti Classico. A Nordest mi aspetto risultati interessanti per Friulano, Malvasia, Sauvignon e Pinot bianco.

Monica Larner ha recentemente scritto un articolo sulle cantine italiane acquistate da stranieri.

La sommelier è convinta, ed è questa la novità, che le vendite continueranno: “Il mercato è fluido in tutto il mondo. Produrre vino non costa molto. Ma per venderlo, ora bisogna spendere di più. Bisogna viaggiare. Investire in biglietti aerei, hotel e ristoranti. Avere a che fare con il cambio monetario. Per le aziende piccole è sempre più impegnativo. Quelle più grandi sono più agili e più pronte: sono favorite. Un fenomeno che nel 2016 ha avuto una forte accelerazione.

Riguardo alle aziende italiane la Larner si aspetta alcune novità: “Sono curiosa di vedere come le grandi affronteranno il cambiamento generazionale: Antinori, Tenuta San Guido e le altre. I figli degli attuali patron hanno viaggiato, parlano le lingue, hanno frequentato scuole enologiche. Sarà interessante vedere se ci saranno cambiamenti stilistici.

 

Prosecco il numero uno tra gli spumanti italiani

Le festività sono appena finite e il vino inevitabilmente è stato tra i protagonisti a tavola in particolare grazie agli spumanti italiani che come ogni anno nel mese di dicembre hanno raggiunto l’apice dei consumi.

E’ stato soprattutto il prosecco a farla da padrone anche se va aggiunto che c’è stato un piccolo rallentamento delle vendite a causa del calo dei consumi dei vini fermi.

Stati Uniti e Regno Unito che insieme valgono il 33 per cento delle importazioni di vino al mondo, mostrano infatti un quadro poco rassicurante.
Negli ultimi cinque anni l’importazioni dei nostri vini nel mercato americano sono aumentate del 61 per cento a valore e del 26 per cento a volume, un buon risultato si potrebbe dire, superiore alla media di mercato (52 per cento a valore), ma ben lontani da alcuni paesi come la Neo Zelanda e la Francia.

Il dato allarmante per noi è che che questi risultati i nostri vini li ha fatti il Prosecco da solo.

Il rallentamento dei vini fermi è stato del meno 2,6%, invece gli spumanti sono cresciti del 25,5% e di questi
3 su 4 spumanti italiani stappati all’estero sono bottiglie di Prosecco.

Ma non solo Export per Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg che ha chiuso complessivamente il 2016 con 90 milioni di bottiglie vendute.

Esportazione Cibo e Vino Italiano

Il valore del cibo italiano esportato e dei nostri Vini in tutto il mondo nel 2016 ha ottenuto il miglior risultato di sempre.

L’anno scorso la quota riguardante l’esportazione di prodotti agroalimentari italiani ha raggiunto 38 miliardi di euro con una crescita del 3%.
Il dato è stato comunicato dalla Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero fino al settembre 2016.

A trascinare tutto il comparto enogastronomico italiano sono le esportazioni rivolte ai Paese dell’Unione Europea anche se va detto che il cibo made in Italy viene sempre più richiesto da tutti i principali mercati alimentari del mondo a partire dal Nordamerica ma anche Asia e Oceania.
Solo in Russia l’export continua a soffrire pesantemente gli effetti dell’embargo.

E’ il Vino Italiano il prodotto più ricercato, il suo valore rappresenta la consistente cifra di 5,6 miliardi di euro in crescita del 3% rispetto all’anno precedente.
Anche i prodotti ortofrutticoli (5 miliardi e +4%), e i formaggi (2,4 miliardi e +7 per cento), l’olio che fa segnare un +6% sono tra i prodotti alimentari Italiani più richiesti all’estero.

Tra le note più positive che vi vogliamo segnalare c’è il crescente successo del vino italiano in casa degli altri principali produttori, con gli acquisti che crescono in Francia (+5%), Stati Uniti (+3%), Australia (+14%) e Spagna (+1%).

Da sottolineare che in Francia lo spumante italiano ha ottenuto un incremento del +57%, in questo stesso paese sono cresciute anche dei nostri formaggi (+8%), ricercatissimi anche in Cina (+34%).
Nel gigante asiatico, che alcuni vorrebbero come inventore degli spaghetti, trionfa anche la pasta che registra un +16%.

Ma ora torniamo ad analizzare i dati delle nostre bevande perchè possiamo “dire” NON SOLO VINO… anche le vendite della birra italiana sono cresciute nei paesi nordici, in Germania, Svezia e anche in Gran Bretagna con un vero e proprio exploit nell’Irlanda della Guinness (+31%).
Ottimi risultati anche dei salumi italiani e prosciutti nazionali in crescita in Germania e Stati Uniti in quest’ultimo caso grazie anche al superamento del blocco durato 15 anni delle esportazioni nazionali in Usa.

Secondo Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, “Il record fatto segnare dai prodotti agroalimentari italiani sulle tavole straniere è significativo delle grandi potenzialità che hanno il nostro cibo e i nostri vini che traina la ripresa dell’intero Made in Italy”.

Il successo dei nostri prodotti sui mercati internazionali potrebbe migliorare sempre di più con una più efficace tutela nei confronti della ‘agropirateria’ internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale. All’estero sono falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre”, una ragione in più per acquistare CIBO & VINI ITALIANI ORIGINALI nel nostro catalogo!