Verso il Natale 2016: il panettone gastronomico

Cari amici di CDA Market, Natale è sempre più vicino e oggi vi vogliamo accompagnare alla scoperta di una specialità che è diventata ormai la protagonista delle tavole natalizie: stiamo parlando del panettone gastronomico.

Che cos’è il panettone gastronomico

Il panettone gastronomico è la versione salata del dolce natalizio per antonomasia, fatto con lo stesso impasto ma, ovviamente, senza uvette, canditi, glassa di zucchero o altre farce dolci.

Questo prodotto tipico del Natale, dopo la lievitazione e la cottura, viene suddiviso in tanti dischi orizzontali che vengono farciti con ingredienti e preparazioni diverse. In questo modo, nel momento in cui si taglia la classica fetta, ogni commensale riceve un assaggio di tutte le farce sovrapposte, in forma di tramezzino.

Il panettone salato è l’antipasto natalizio per eccellenza, in grado di soddisfare i gusti di tutti, grandi e piccoli, e di portare l’allegria in tavola.

Come si prepara e come si farcisce il panettone

La ricetta base prevede la preparazione di un impasto con farina, burro, latte, uova, lievito di birra, partendo dalla biga (cioè una piccola parte di impasto che servirà per far lievitare perfettamente tutto l’insieme) che deve riposare per dodici ore prima di poter essere usata.

Si aggiungono poi gli altri ingredienti, impastandoli bene per ottenere un panetto liscio ed omogeneo che va fatto lievitare per quattro ore coperto con pellicola trasparente. Trascorso questo tempo si lavora l’impasto, dandogli tutte le pieghe necessarie, e lo si pone nel classico stampo di carta, lasciandolo lievitare per altre quattro ore, finché non raggiunge il bordo dello stampo.

Si procede poi con la cottura in forno. A cottura ultimata il panettone gastronomico viene sfornato e lasciato a raffreddare, tenendolo capovolto, utilizzando gli appositi spilloni che impediscono alla calotta di toccare il tavolo e sgonfiarsi. Una volta raffreddato lo si pone in frigorifero in attesa di essere tagliato e farcito.

 Le farce possono essere le più diverse: gamberetti, insalata russa, crema di asparagi o di carciofi, affettati di vari tipi, formaggi morbidi e spalmabili in diversi gusti. E per una versione davvero ricca e gustosa, salmone affumicato e caviale.

Il re degli antipasti di Natale

Ma se non siete esattamente degli chef esperti nella realizzazione di prodotti lievitati, o se non avete il tempo di dedicarvi alla lunga preparazione necessaria, potete acquistare il vostro panettone gastronomico già pronto per essere messo in tavola, preferibilmente in una versione artigianale, il più possibile simile a quella casalinga.

 E se volete fare un regalo davvero gradito ad una persona speciale che vi è molto cara, potrete inserirlo in un cesto natalizio appositamente dedicato, magari abbinato ad un buon spumante e ad una scatola di ottimi cioccolatini. Sarà un regalo sicuramente gradito e apprezzato, che vi farà fare anche un’ottima figura.

Verso il Natale 2016: il gianduiotto

Cari amici di CDA Market, eccoci ad una nuova tappa del nostro cammino verso il Natale 2016. Oggi parliamo di una vera bontà creata nel XIX secolo da un mastro cioccolataio davvero ingegnoso: il gianduiotto.

Si tratta di un cioccolatino tipico piemontese, dalla caratteristica forma a barca rovesciata ottenuto impastando insieme tre ingredienti fondamentali: cacao, zucchero e la varietà di nocciola detta Tonda Gentile del Piemonte.  Il gianduiotto, per queste sue caratteristiche, è stato riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale (PAT).

Come e quando nasce il gianduiotto

Nella seconda metà dell’800, Michele Prochet, artigiano del cioccolato alla Caffarel di Torino, si trovò ad affrontare un serio problema: da un lato esisteva il blocco napoleonico contro le importazioni dalle colonie inglesi che faceva quindi arrivare in Europa approvvigionamenti di cacao decisamente ridotti rispetto alle necessità e dall’altro la domanda di cioccolato sempre più crescente da parte dei consumatori, ormai completamente affascinati e dipendenti da questo nuovo prodotto.

Per trovare una soluzione, Prochet pensò di giungere ad un compromesso tra le due cose: decise di provare a produrre della cioccolata con meno cacao sostituendolo con un ingrediente molto comune in Piemonte e cioè le nocciole, facendole prima tostare nel forno e poi macinandole finemente.

Nasce così, nel 1865, il gianduiotto che prese il nome dalla maschera Gianduja a cui era affidato il compito di pubblicizzarlo e distribuirlo per le strade di Torino durante il carnevale (alcuni sostengono infatti che la forma di questo cioccolatino non sia una barca ma una delle punte del tricorno indossato da Gianduja).

 Ed è stato subito un successo tanto inarrestabile, che questo cioccolatino è giunto fino ai giorni nostri, 150 anni dopo, senza subire modificazioni di sorta. A titolo di curiosità vi diciamo che il gianduiotto è stato il primo cioccolatino incartato singolarmente. E ancora oggi, come in origine, viene confezionato nella classica carta color oro o argento.

Bontà e tradizione

Il tipico cioccolatino piemontese viene prodotto da Caffarel e Pernigotti in grani quantità ma anche da altre aziende piccole e grandi, che seguono alla lettera la ricetta originale.

Alcune applicano ancora il metodo di produzione artigianale senza l’uso di stampi, altre invece utilizzano un procedimento industriale con stampi, più veloce, ma che origina gianduiotti con meno cacao rispetto al procedimento tradizionale.

Comunque venga prodotto, il gusto del gianduiotto, morbido, caldo e vellutato, dato dalla mescolanza di cacao e nocciole, è unico e inconfondibile, un vero piacere per il palato. Un prodotto che non può mancare in un cesto natalizio ricco, goloso e invitante.

Verso il Natale 2016: l’insalata russa

Carissimi amici di CDA Market, vi accompagnamo anche oggi in una nuova tappa del nostro percorso Verso il Natale 2016.

Come avete potuto vedere, tappa dopo tappa, le possibilità per riempire un cesto natalizio d’effetto e di buon gusto sono praticamente infinite. Ma oggi vogliamo parlarvi di un prodotto che magari non rientra in quelli canonici che ci vengono in mente come possibile regalo gastronomico, ma che è sicuramente sinonimo di freschezza e originalità: l’insalata russa.

Gli ingredienti dell’Insalata russa

L’insalata russa è un mix ben calibrato di maionese e verdure (di solito patate, carote e piselli, ma esistono diverse variazioni sul tema), soffice e dal gusto delicato, perfetta da presentare come antipasto durante il cenone della vigilia o il pranzo del giorno di Natale.

verdure

Ma dove e quando nasce questa prelibatezza?

Le origini sono abbastanza controverse, pare però che la teoria più attendibile sia quella che vede come inventore uno chef francese, Lucien Oliver, che nella seconda metà dell’ottocento si trovava al servizio del famoso ristorante Hermitage di Mosca. Da qui l’aggettivo russa rimasto ad identificare questo piatto particolare.

 Alcuni sostengono invece che l’origine dell’insalata russa, sia molto più antica, anche di qualche secolo. E che soprattutto l’insalata russa di allora fosse molto diversa da quella a cui siamo abituati oggi, in quanto all’epoca si era soliti prepararla anche con medaglioni di carne, crostacei e addirittura caviale nella sua versione più prelibata. Sicuramente un piatto per i signori e per le grandi occasioni.

Quale che sia la verità, oggi poco ci interessa. La cosa importante è poterci gustare questa bontà da sola o accompagnata a crostini di pane o altre pietanze.

La ricetta originale

Preparare l’insalata russa in casa non è molto difficile: la cosa più complicata è realizzare una buona maionese emulsionando insieme, aiutandovi con uno sbattitore elettrico, i tuorli d’uovo con un po’ di aceto, l’olio di semi aggiunto a filo ed il succo di limone. Ma se non siete abbastanza esperti potete utilizzare una maionese già pronta, di buona marca.

Dovete poi sbucciare le patate e pulire le carote quindi tagliarle e dadini. I piselli vanno semplicemente sgranati (se usate quelli surgelati saranno già pronti). Tutte le verdure vanno poi cotte al vapore, fatte raffreddare e mescolate alla maionese, eventualmente insieme ad un uovo sodo sbriciolato.

L’insalata russa a questo punto è pronta per entrare nel vostro frigorifero, conservata in un contenitore ben chiuso, e attendere il momento di essere servita.

L’insalata russa già pronta

Ma se non siete dei maghi dei fornelli, o se preferite dedicarvi ai vostri ospiti invece di trafficare in cucina, potete servire un’insalata russa confezionata ma di ottima qualità. La trovate già porzionata in comode vaschette o barattoli, fresca come appena fatta, di diverse marche.

 A voi rimane solo da scegliere la vostra preferita e metterla sul vassoio degli antipasti o aggiungerla ai vostri piatti per dargli quel tocco particolare in più.

Verso il Natale 2016: cantucci e vin santo

Cari amici di CDA Market oggi, nel nostro cammino verso il Natale 2016 incontriamo un’accoppiata decisamente vincente: i cantucci e il vin santo.

I cantucci (detti anche biscotti di Prato), per i pochi che ancora non li conoscessero, sono degli ottimi biscotti secchi toscani, a base di mandorle, ottenuti nella loro classica forma allungata, dal taglio in diagonale del panetto di impasto ancora caldo dopo la cottura. Il nome cantuccio viene appunto da “canto” che significa angolo. Non per nulla, in Toscana, il mobile angolare è ancora oggi detto cantoniera.

 Come si preparano i cantucci

L’impasto base dei cantucci viene fatto con farina, zucchero, uova, burro e mandorle: volendo nella ricetta si può sostituire lo zucchero con il miele. Esistono comunque anche alcune variazioni sul tema, per esempio con l’utilizzo di nocciole al posto delle mandorle. La frutta secca viene in ogni caso utilizzata al naturale, cioè sgusciata ma non pelata nè tostata.

Si tratta di un dolce con una lunga storia e tradizione, la cui ricetta è documentata sin dal XVII secolo ed è arrivata praticamente invariata fino ai giorni nostri.

Il cantuccio è buonissimo mangiato da solo, o anche consumato insieme al latte o al tè per colazione, ma l’abbinamento universalmente noto e apprezzato da tutti è inzuppato in un bicchierino di vin santo.

Cantucci e vin santo

Anche il vin santo ha origini antiche, si trovano tracce della sua presenza già nel XIV secolo. Si tratta di un vino toscano dolce, da dessert, ottenuto da uve di tipo Trebbiano e Malvasia. Essendo un vino liquoroso, con un’elevata gradazione alcolica, da consumare in quantità ridotta, viene normalmente venduto in bottiglie piccole da 0.375 l.

L’origine del nome di questo vino sembra derivare da un frate francescano che a metà del 1300 curava i malati di peste utilizzando il vino usato nel convento per celebrare la Messa. Si sparse cosi la convinzione che tale bevanda avesse proprietà miracolose e salvifiche, quindi il popolo iniziò ad indicarlo con il nome di “vino santo”.

Esiste però un’altra teoria, altrettanto interessante e forse più simpatica. Pare che il cardinale bizantino Giovanni Bessarione, durante il Concilio di Firenze del 1439, assaggiò del vino dolce locale che trovò molto simile al passito prodotto a Santorini in Grecia. Tale similitudine gli fece esclamare la frase Questo è il vino di Xantos! Gli altri cardinali fraintesero Xantos con Santos, e da lì il vino prese il nome di Santo.

Ma forse il nome gli deriva semplicemente dal fatto che è sempre stato il vino usato durante la celebrazione della Messa. Comunque sia andata, cantucci e vin santo hanno stretto nel corso dei secoli un connubio indissolubile, fortunamente giunto fino a noi senza grandi cambiamenti.

I cantucci vengono inzuppati nel vino per renderli più morbidi e mescolare i due sapori. Il risultato è ottimo e tutto da provare.  Sia i cantucci che il vin santo sono due prodotti perfetti per essere inseriti in un cesto natalizio insieme ad altre specialità particolari. Sono adatti ad essere consumati durate le feste e quindi condivisi con amici e parenti. Ma sono altrettanto perfetti in qualsiasi altro momento dell’anno quando vogliamo regalarci qualcosa di davvero unico.