I 10 prodotti italiani più richiesti dai ristoranti europei nel 2025
L’export agroalimentare italiano ha raggiunto un nuovo massimo storico nel 2024: quasi 70 miliardi di euro, con una crescita del +7,5% rispetto all’anno precedente, secondo i dati ISMEA e ICE. Il mercato europeo assorbe oltre il 57% di questo volume, pari a oltre 40 miliardi di euro. Germania, Francia e Spagna guidano la classifica dei Paesi importatori.
Per chi gestisce un ristorante, un bistrot o un locale di cucina italiana in Europa, conoscere quali prodotti sono realmente richiesti non è una curiosità statistica: è una leva competitiva. In questa guida analizziamo i 10 prodotti agroalimentari italiani più richiesti dai ristoranti europei nel 2025, con dati concreti e indicazioni pratiche per chi li acquista all’ingrosso.
la classifica
- Vino italiano — a partire dagli spumanti
Il comparto vino e spumanti è il leader assoluto dell’export agroalimentare italiano con 8,1 miliardi di euro nel 2024 (+5,5% sul 2023). Gli spumanti hanno fatto ancora meglio: +13% in volume e +10% in valore, secondo il rapporto ISMEA. Prosecco e vini toscani sono tra i più richiesti nei mercati europei.
Per i ristoranti: la carta dei vini italiani è un elemento identitario sempre più ricercato dai clienti europei. Avere a disposizione un fornitore con un catalogo ampio e la possibilità di ordinare anche piccole quantità fa la differenza nella gestione della cantina.
- Olio extravergine d’oliva DOP
L’olio extravergine d’oliva è il simbolo per eccellenza del Made in Italy a tavola. Nel 2024 il distretto dell’olio ha registrato una crescita record del +40,9% sull’export, trainata dalle produzioni di Toscana, Puglia e Umbria, secondo i dati del Monitor dei Distretti Agroalimentari di Intesa Sanpaolo. Nei ristoranti europei, l’olio EVO italiano di qualità certificata è diventato un elemento presente in tavola, non solo in cucina.
Per i ristoranti: i clienti europei riconoscono la differenza tra un olio EVO DOP e un prodotto generico. Esporlo con il nome del produttore o della regione è una forma semplice di storytelling che aumenta il valore percepito del menu.
- Pasta di semola secca
La pasta italiana ha chiuso il 2024 con un fatturato export record di 4,3 miliardi di euro (+5%), confermandosi uno dei prodotti più esportati a livello globale. Nel segmento della ristorazione europea, la pasta di semola secca italiana è un prodotto irrinunciabile, con una domanda stabile e crescente soprattutto nei mercati nordeuropei.
Per i ristoranti: formati speciali, pasta artigianale o grani antichi sono oggi richiesti nei menu di fascia media e alta. Un grossista con un catalogo variegato permette di differenziare l’offerta senza aumentare i costi di gestione.
- Formaggi stagionati DOP: Parmigiano Reggiano e Grana Padano
I formaggi italiani hanno registrato una crescita delle esportazioni del +9,1% nel 2024, con Parmigiano Reggiano e Grana Padano in testa. Il comparto lattiero-caseario italiano è tra i più solidi dell’export grazie alla forza delle denominazioni protette, secondo i dati ICE e Coldiretti.
Per i ristoranti: Parmigiano Reggiano e Grana Padano non sono intercambiabili per un cliente europeo esperto. Comunicare la provenienza e il periodo di stagionatura è un dettaglio che valorizza il piatto.
- Conserve di pomodoro e pomodoro pelato
Le conserve di pomodoro italiano hanno superato i 3 miliardi di euro di export nel 2024 (+4%), confermandosi uno dei prodotti di punta della cucina italiana nel mondo. San Marzano DOP e pelati campani sono particolarmente apprezzati nei ristoranti europei di qualità.
Per i ristoranti: il pomodoro italiano di qualità è uno degli ingredienti più facili da valorizzare in menu. Indicare la varietà o la provenienza è sufficiente per giustificare un prezzo più elevato al piatto.
- Salumi e affettati DOP: Prosciutto di Parma, Bresaola, Mortadella
I salumi italiani sono tra i prodotti Made in Italy più riconoscibili nei mercati europei. Prosciutto di Parma, Prosciutto San Daniele, Bresaola della Valtellina e Mortadella Bologna sono presenti nei menu di ristoranti e bistrot in tutta Europa, dove la cultura degli affettati italiani è in forte crescita. L’Italia detiene circa 900 prodotti DOP e IGP registrati, il numero più alto al mondo, secondo il Rapporto ISMEA 2025.
Per i ristoranti: un tagliere di affettati italiani DOP è oggi una delle proposte più redditizie nei menu europei, con margini elevati e alta soddisfazione del cliente.
- Caffè torrefatto italiano
Il caffè torrefatto italiano ha raggiunto 2,6 miliardi di euro di export nel 2024, con una crescita del +9%. La cultura del caffè espresso italiano è ormai un riferimento consolidato in tutta Europa, con ristoranti e locali che scelgono miscele italiane per differenziarsi e comunicare qualità.
Per i ristoranti: il cafè è spesso l’ultima impressione che il cliente porta con sé. Una miscela italiana di qualità, correttamente comunicata, chiude il pasto in modo coerente con il posizionamento del locale.
- Dolci e prodotti da forno: panettone, grissini, biscotti
Il comparto dolci e pasta ha registrato un +7,8% sull’export nel 2024, con ottime performance dai distretti di Alba, Parma, Cuneo e Verona. Panettone, grissini torinesi, cantucci, amaretti e biscotti artigianali sono sempre più presenti nei ristoranti europei come proposta per la colazione, il dopocena o il buffet.
Per i ristoranti: i prodotti da forno italiani artigianali funzionano bene anche come regalo o acquisto da asporto. Un espositore curato può generare un canale di vendita aggiuntivo a margine elevato.
- Aceto balsamico di Modena DOP e IGP
L’aceto balsamico di Modena è uno dei condimenti italiani più esportati in Europa, con una domanda in costante crescita nei segmenti gourmet e della ristorazione di qualità. La distinzione tra IGP (uso quotidiano) e DOP tradizionale (invecchiato, da goccia) è sempre più compresa e valorizzata dai ristoratori europei più attenti.
Per i ristoranti: l’aceto balsamico tradizionale DOP è un prodotto da posizionare con cura nel menu. Anche una sola menzione “aceto balsamico tradizionale di Modena DOP 12 anni” su un piatto comunica immediatamente un livello qualitativo superiore.
- Riso italiano: Carnaroli e Arborio
Il riso italiano, in particolare Carnaroli e Arborio, è un prodotto irrinunciabile per i ristoranti europei che propongono risotti. Nonostante il comparto riso abbia registrato una leggera flessione del -1,7% nel 2024 per dinamiche globali di prezzo, la domanda nei segmenti premium della ristorazione resta solida e stabile.
Per i ristoranti: il risotto è uno dei piatti italiani più difficili da replicare fuori dall’Italia e per questo uno dei più valorizzati nei menu europei. La qualità del riso è la prima variabile che determina il risultato.
Cosa cercano davvero i ristoranti europei in un fornitore
Al di là dei singoli prodotti, i ristoratori europei che si riforniscono di prodotti italiani hanno alcune esigenze specifiche che un grossista deve saper soddisfare:
- Autenticità certificata: denominazioni DOP e IGP, tracciabilità del produttore, anno di produzione
- Flessibilità degli ordini: possibilità di ordinare piccole quantità senza minimi vincolanti
- Continuità di fornitura: stesso prodotto, stesso produttore, stesso standard qualitativo nel tempo
- Logistica affidabile: consegne puntuali, imballaggi idonei al trasporto internazionale, documentazione doganale corretta
- Ampiezza del catalogo: poter coprire più categorie con un unico fornitore riduce i costi di gestione
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